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LA TOMBA di VALLELUNGA sul COZZO TANARIZZI
1915…"U DUTTURI GIGGIU"
NOTIZIE STORICHE
INDAGINE PALEOBIOLOGICA E PALEONUTRIZIONALE
1915-2002
OGGI...2007
1915…"U DUTTURI GIGGIU"
Nel 1915 “ u dutturi Giggiu” , leggendario medico condotto di Vallelunga, nel preparare una buca per piantare un albero sul Cozzo Tanarizzi, con sua grande sorpresa, trovò i resti di una tomba molto antica ma, per quanto fosse un uomo colto, non poté capire quanto antica fosse….cioè della prima metà del II millennio a.c. Continuando a scavare trovò reperti archeologici di notevole fattura e finezza appartenenti al corredo funerario della tomba. Da uomo onesto e fedele al suolo della sua Patria inviò tutto il materiale trovato a Paolo Orsi, (vd. lettera di Paolo Orsi) archeologo di grande fama che operava in Sicilia e che aveva fondato il Museo Archeologico di Siracusa.
Da allora lo splendido vasellame in ceramica dell’Età del Bronzo Antico (2.200-1600 a.c) è esposto nella Sala della Preistoria del Museo, oggi chiamato “Paolo Orsi”, sotto il nome di TOMBA di VALLELUNGA.

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NOTIZIE STORICHE
Età del Bronzo Antico (II millennio a.c.)…..(vd. tomba dell'Età del Bronzo)
Con l’Età del Bronzo Antico si ha un popolamento intensivo dell’entroterra siciliano; sorsero infatti numerosi villaggi divisi in piccoli insediamenti di 40-50 persone, che vivevano in capanne, sparse sulle alture a controllo delle aree coltivabili.

Vivevano di agricoltura, di pastorizia e di caccia. Questi centri abitativi sono stati identificati con aree sepolcrali costituiti da tombe a grotticella o a forno scavate direttamente nel terreno, con un corridoio di accesso anch’esso scavato, lungo un costone o una parete ripida.

Gli abitanti di allora avevano anche la cultura dell’artigianato, in particolare della ceramica, la cui produzione risentiva delle influenze costiere dell’isola, del vicino oriente e delle coste africane, differenziandosi in due stili: di RODI’-TINDARI e di CASTELLUCCIO, di cui parlano nei loro libri di storia di Sicilia gli illustri Professori Bernabò Brea (La Sicilia prima dei Greci, 1958, Ed. Il Saggiatore, Milano) e Sebastiano Tusa (La Sicilia nella Preistoria, 1983, Sellerio, Palermo).
I reperti archeologici trovati sul Cozzo Tanarizzi, a Vallelunga Pratameno, hanno la peculiarità di testimoniare l’incontro tra i due stili, tra due civiltà, allora lontanissime, prospicienti mari e mondi diversi.
I vasi in terracotta trovati nella TOMBA di VALLELUNGA sono stilisticamente caratterizzati da forme di tazze-attingitoi con un’ansa a orecchio equino ed altri pendice a coda di rondine , altri ancora sono vasi-fruttiere a forma di clessidra a doppia ansa, decorati in nero, bianco ed altri colori.
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INDAGINE PALEOBIOLOGICA E PALEONUTRIZIONALE
In anni successivi alla scoperta del corredo funerario, sono stati trovati anche reperti scheletrici, inizialmente confusi dagli abitanti del paese di Vallelunga con ossa di animali.
Per risolvere ogni dubbio il materiale rinvenuto è stato inviato all’Università di Pisa, Dipartimento di Scienze Archeologiche (sezione di Paleontologia Umana, Paletnologia, Etnologia) che ne ha fatto oggetto di studio.
La ricerca fatta da Dario Piombino Mascali, Francesco Mallegni, Fulvio Bartoli, ha reso possibile la pubblicazione di un estratto (Archivio per L’ANTROPOLOGIA E LA ETNOLOGIA, volume CXXXIII -2003) di notevole interesse scientifico.
In sintesi, dalle analisi svolte sui reperti scheletrici trovati nel sito, si evince che si tratta di resti umani dei defunti sepolti nella TOMBA di VALLELUNGA e risalenti alla stessa epoca, forse sei persone, maschi e femmine, tutti adulti.
Questi abitanti si nutrivano principalmente di caccia, ovvero carni rosse ricche di proteine, latte e derivati, (elevati apporti di zinco), facevano un discreto consumo di cereali e vegetali in genere. Nella loro nutrizione vi erano verosimilmente apporti ittici (pesci di piccola taglia consumati per intero).
Risulta quindi, che il piccolo gruppo umano in questione, conducesse una vita operosa con una dieta ricca ed equilibrata.
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1915-2002
Dopo quasi cento anni dal ritrovamento del sito non c’era più niente, tutto era stato cancellato dai secoli, dagli smottamenti del terreno, dalla lotta per la sopravvivenza che ha impedito i paesani di ricordare tanta storica importanza di Vallelunga.
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OGGI…2007
Oggi…..nel 2007 tutto è ritornato alla memoria, grazie a Rosemarie Tasca d’Almerita che dal 2002 ha approfondito questo straordinario episodio, grazie ai più anziani che hanno raccontato fatti e aneddoti dell’epoca del “dutturi Giuggiu”, grazie al periodico di Vallelunga “La Radice” che ha sempre pubblicato notizie sull’argomento, grazie al contributo di alcuni membri più colti della comunità Vallelunghese che hanno partecipato alle ricerche ed al ritrovamento della memoria storica della TOMBA di VALLELUNGA, ma soprattutto grazie al “dutturi Giggiu” che molti ricordano ancora con stima e profondo rispetto ed a cui è stata dedicata una strada del paese.
Oggi, sul Cozzo Tanarizzi, nel luogo del ritrovamento della tomba, c’è una fedele ricostruzione “all’americana” (vd. galleria fotografica) di quello che poteva esserci stato, e che permette alla fantasia di navigare in tutte le direzioni per immaginare……quel tempo molto lontano.
Oggi la storia della TOMBA di VALLELUNGA è ritornata ad essere il fiore all’occhiello del paese.
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